L’imposta alla fonte spiegata: codici tariffari, permessi e soglia di 120’000 CHF

Circa un milione di persone in Svizzera paga le imposte direttamente sullo stipendio. Il sistema è semplice, finché non se ne conoscono i dettagli.

L’imposta alla fonte riguarda le persone domiciliate in Svizzera che non hanno il permesso di domicilio C e la maggior parte dei frontalieri. Il datore di lavoro la trattiene ogni mese e la versa direttamente all’amministrazione fiscale: di regola il dipendente non deve presentare alcuna dichiarazione. La tariffa applicata riunisce in una sola aliquota l’imposta federale, cantonale e comunale e dipende dal Cantone, dalla situazione familiale e dal reddito annuo determinante. Oltre 120’000 franchi di reddito annuo la tassazione ordinaria ulteriore diventa obbligatoria e resta tale fino alla fine dell’assoggettamento alla fonte. Sotto la soglia la si può chiedere entro il 31 marzo dell’anno successivo, per far valere deduzioni che la tariffa ignora: versamenti nel pilastro 3a, riscatti nella cassa pensione, spese di custodia o alimenti versati. La domanda vincola poi per tutti gli anni successivi.

Imposta di culto

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Chi è tassato alla fonte?

SituazioneImposta alla fonte?
Permesso B, L, Ci, F, N, persona sola o con coniuge stranieroSì
Permesso B, sposato/a con una persona svizzera o con permesso CNo, tassazione ordinaria
Permesso CNo
Frontalieri (permesso G) da Italia, Francia, Germania, AustriaSì, con regole proprie di ogni accordo
Dimoranti settimanali con domicilio all’esteroSì
Amministratori, artisti, sportivi con domicilio all’esteroSì, con tariffe speciali

I codici tariffari

Il codice è composto da una lettera (situazione familiale), una cifra (figli che danno diritto alla deduzione) e una Y o N (con o senza imposta di culto):

CodicePer chiNota
APersone sole (nubili, celibi, divorziate, separate, vedove) senza figli nell’economia domesticaLa tariffa più frequente
BConiugi o partner registrati, con un solo reddito da lavoroTariffa più mite (tariffa per coniugi)
CConiugi o partner registrati, entrambi attiviIl reddito del coniuge è considerato in modo forfettario
HFamiglie monoparentali con figli nella stessa economia domesticaTariffa per genitori come B, per persone sole
GRedditi compensativi (indennità AD, AI, AINF, perdita di guadagno) versati dall’assicuratoreAliquota fissa
R / S / T / UNuovi frontalieri italiani (accordo del 2020)Solo TI, GR, VS

Il datore di lavoro attribuisce il codice in base alle sue indicazioni. Ogni cambiamento, come matrimonio, nascita, separazione o uscita dalla Chiesa, va comunicato subito e vale dal mese successivo.

Modello mensile e modello annuale

Ventun Cantoni applicano il modello mensile: lo stipendio di ogni mese determina l’aliquota, e una 13a mensilità pagata a dicembre fa salire l’aliquota di dicembre senza compensazione. Il Ticino, come Ginevra, Friburgo, Vaud e il Vallese, applica il modello annuale: l’aliquota deriva dal reddito annualizzato e viene conguagliata a fine anno. Per chi lavora in Ticino ciò significa che una busta paga più pesante in un mese non porta per forza a un’imposta più alta sull’anno: conta il totale.

La soglia di 120’000 CHF

Se il reddito lordo supera 120'000 CHF all’anno (per i coniugi basta che lo superi uno dei due redditi), la tassazione ordinaria ulteriore (TOU) è obbligatoria: si compila una dichiarazione come i residenti, l’imposta dipende dal comune e l’imposta alla fonte viene computata. La TOU vale poi per tutti gli anni successivi, anche se il reddito scende. Sotto la soglia la si può chiedere volontariamente entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Consiglio

Prima di presentare la domanda, faccia il calcolo con i due strumenti: imposta alla fonte e imposta ordinaria nel suo comune. Se l’imposta ordinaria è più bassa, grazie al pilastro 3a o a un moltiplicatore comunale basso, la domanda conviene. Attenzione: è irrevocabile per gli anni seguenti.

Cosa contiene già la tariffa

Le tariffe alla fonte includono l’imposta federale, l’imposta cantonale e un’imposta comunale media, oltre a deduzioni forfettarie per spese professionali, premi assicurativi, figli e deduzioni sociali. Le deduzioni individuali, cioè pilastro 3a, riscatti, spese di trasporto oltre il forfait, custodia dei figli e alimenti, non ci sono: si ottengono solo con la TOU. Dal 2021 non esiste più la vecchia «rettifica della tariffa».

Tassazione ordinaria ulteriore: obbligatoria o su domanda

La TOU sostituisce l’imposta alla fonte con una dichiarazione ordinaria e computa l’imposta già trattenuta. È obbligatoria quando il reddito lordo da lavoro supera 120’000 CHF all’anno, quando si possiede una sostanza imponibile o si hanno redditi non soggetti all’imposta alla fonte (titoli, immobili, alimenti, attività accessorie), oppure quando si è sposati con una persona tassata in via ordinaria. Superata la soglia, resta fino alla fine dell’assoggettamento alla fonte.

È invece su domanda per tutte le altre persone tassate alla fonte, con un termine rigido: il 31 marzo dell’anno successivo, senza proroghe. Chi lo manca perde il diritto per quell’anno. Conviene quando si hanno deduzioni individuali assenti dalla tariffa o quando il comune di domicilio ha un moltiplicatore molto più basso della media cantonale, come Porza, Paradiso o Collina d’Oro in Ticino. Può invece svantaggiare chi abita in un comune caro, e vincola per tutti gli anni successivi.

Gli errori frequenti che costano soldi

  • Codice non aggiornato dopo un cambiamento. Matrimonio, nascita, separazione o inizio di un lavoro del coniuge cambiano il codice. Lo segnali subito al datore di lavoro: ricalcola dal mese successivo, mentre una correzione a ritroso passa per il Cantone.
  • Tariffa C accettata senza verifica. La tariffa per doppio reddito presuppone un secondo stipendio forfettario. Se il coniuge guadagna molto meno, si paga troppo, e lo si recupera solo con la TOU.
  • Trasloco non comunicato. Conta il domicilio alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento; un cambio di Cantone cambia tutta la tariffa.
  • Più datori di lavoro. Ognuno conteggia solo lo stipendio che paga, per cui l’aliquota complessiva risulta troppo bassa. Il Cantone corregge poi con un supplemento che sorprende chi non ha messo da parte nulla.

Con il calcolatore dell’imposta alla fonte può verificare in un minuto il conteggio del datore di lavoro, e il calcolatore dello stipendio netto mostra in parallelo quanto pagherebbe con la tassazione ordinaria nel suo comune. Per chi abita in Italia valgono regole diverse, spiegate nella pagina sui frontalieri.

Domande frequenti

Ho il permesso B e sono sposato con una persona svizzera: pago l’imposta alla fonte?

No. Chi vive in comunione domestica, senza separazione, con una persona di nazionalità svizzera o titolare del permesso di domicilio C viene tassato in via ordinaria e non alla fonte, qualunque sia il proprio permesso. Riceve quindi una dichiarazione d’imposta come tutti i residenti e sulla busta paga non compare alcuna trattenuta. Decide lo stato civile, non il permesso.

Quando conviene chiedere la tassazione ordinaria ulteriore?

Quando le deduzioni effettive, come il pilastro 3a, i riscatti LPP, le spese di trasporto, la formazione, gli alimenti o la custodia dei figli, superano i forfait della tariffa, oppure quando si abita in un comune con un moltiplicatore basso. La domanda va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo e vale poi per tutti gli anni seguenti, anche se smette di convenire.

L’imposta alla fonte viene computata nella dichiarazione?

Sì, per intero, ma senza interessi. Con la tassazione ordinaria ulteriore l’imposta trattenuta durante l’anno viene computata sull’imposta definitiva: se si è pagato troppo si riceve un rimborso, se manca qualcosa arriva un conguaglio. Tra la trattenuta e il rimborso passa facilmente un anno e mezzo, e la mancanza di interessi è uno svantaggio concreto di cui si parla poco.

Che cosa succede quando si ottiene il permesso C?

La trattenuta cessa dal mese successivo al rilascio del permesso di domicilio, non retroattivamente dal primo gennaio. Per l’anno in corso è quindi dovuta una dichiarazione ordinaria, in cui l’imposta alla fonte già pagata viene computata. Conviene comunicare subito il cambiamento al datore di lavoro, perché interrompa la trattenuta in tempo e non servano correzioni successive.

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Fonti

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